DIVINO CARAVAGGIO

Possiamo in realtà chiamare “divino” questo genio ribelle? Sembra leggermente esagerato, sopratutto se prendiamo in analisi il suo dipinto «Ragazzo che monda un frutto». 1592 ⠀
Non incontriamo qui il suo famoso gioco di chiaroscuro, il soggetto è semplicissimo. Anche le pennellate sono piùtosto ruvide. ⠀ Però… Il dipinto è stato realizzato durante i primi anni di sua vita a Roma.⠀Caravaggio viveva nella miseria, ottenendo raramente le commissioni di scarsa qualità. «Ragazzo che monda un frutto» è stato dipinto per permetterli di sopravvivere. ⠀ Al primo sguardo abbiamo la rappresentazione di una semplice scena comune. Il ragazzo sta pulendo la frutta. ⠀ Non c’è un trama coinvolgente, sono assenti profondi significati religiosi, nemmeno la psicologia è presente. ⠀ Ma tutto è così semplice? Diamo un’occhiata più attenta. ⠀ In primo piano ci sono pesche e prugne. Sono maturi e sembrano gustosi e succosi. ⠀ Tuttavia, il giovane le rifiuta, scegliendo uno strano frutto, verde e brutto, che prima di consumare bisogna anche sbucciare. ⠀ Questo rimanda alla purificazione, che simboleggia la ricerca della verità. Il suo sapore è amaro, sgradevole, contrasta con il dolce, attraente e seducente sapore dell’illusione, a cui rimandano i frutti più buoni. ⠀ Il bianco del suo abito non è nemmeno casuale. Questo colore simboleggia la rettitudine e l'integrità. ⠀ Il giovane davanti a noi ha fatto una scelta. Lui ha rifiutato altri frutti ed è pronto a percorrere il difficile cammino di ricerca della verità, scegliendo la virtù ed evitando volontariamente la tentazione. ⠀ Questo dipinto, come molti altri dipinti di questo periodo sono le opere simboliche e profondamente religiose. ⠀ Caravaggio già rivela pienamente la straordinaria capacità di mostrare la profondità della fede attraverso la quotidianità, i momenti semplici e comuni della vita umana. ⠀ Il suo Dio non abita più in cielo. È tra le persone e può essere trovato nelle cose ordinarie che ci circondano. Allora perché sono stati tutti questi conflitti tra Caravaggio e la Chiesa ufficiale, di cui cosi tanto hanno scritto i biografi? La via torrida era spesso riservata ai maestri, che creavano le opere profondamente spirituali. Le novità da loro inventate per trasmettere i significati profondi non di rado dava la vita ai conflitti e dibattiti accessi.

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